di Mattia Mangraviti – Imperia
Sentenza della Cassazione sulla lesione dei diritti di godimento in area demaniale a San Lorenzo al Mare. Pool di avvocati al lavoro per applicare lo stesso principio giuridico anche a Imperia e ottenere i risarcimenti.
Per i titolari di posto barca del porto di Imperia, sfrattati nel gennaio del 2026 a seguito del rilascio della nuova concessione sessantacinquennale alla Marina di Imperia, una nuova speranza di non perdere tutti i diritti sugli ormeggi arriva da San Lorenzo al mare.
Nel maggio scorso, infatti, la Cassazione ha confermato la condanna della società Marina di San Lorenzo al pagamento del risarcimento danni (12 mila euro a testa) nei confronti di due società titolari di altrettanti posti barca per averli sostituiti con altri di uguale dimensione, ma di minor valore.
In particolare, le due società, Marim SS e Sid Srl, avevano chiesto «il pagamento di una somma pari alla perdita del valore attuale del posto barca originario o, in subordine, pari alla differenza tra il valore attuale del posto barca originario e quello arbitrariamente imposto, oltre al risarcimento del danno».
La Cassazione, nella sentenza con la quale ha confermato la pronuncia della Corte d’Appello di Genova, che a sua volta aveva ribaltato il verdetto, negativo per i titolari di posto barca, emesso dal tribunale di Imperia, scrive: «All’esito della disposta indagine peritale, è emerso che il posto assegnato in sostituzione di quello originario, pur avendo, rispetto a quest’ultimo, identiche caratteristiche dimensionali, ha deteriori caratteristiche qualitative, con conseguente diminuzione del valore del posto barca stimabile nella misura del 5-10% e con conseguente obbligo risarcitorio».
I legali delle due società, gli avvocati Nicola Fava e Pier Giuseppe Fissore di Bra, a seguito della pronuncia della Cassazione hanno avuto mandato da alcuni titolari di posto barca del porto di Imperia di verificare se sia possibile applicare lo stesso principio giuridico per ottenere risarcimenti dalla società Marina di Imperia per la perdita degli ormeggi.
«La vicenda di San Lorenzo – spiegano a La Stampa – era legata sostanzialmente all’eliminazione del pontile che ospitava i posti barca dei nostri clienti. La Marina ha proposto in cambio altri due posti, di uguale misura. Una clausola prevista dal contratto. A nostro giudizio, però, gli ormeggi erano sì uguali, ma di valore inferiore. Abbiamo lavorato per cercare di capire se il diritto di godimento del posto barca potesse essere valutato diversamente in caso di trasferimento presso un ormeggio differente, con caratteristiche inferiori. Appello e Cassazione, a differenza del tribunale di Imperia, hanno riconosciuto un risarcimento danni ai nostri clienti in forza del principio per cui anche la lesione di un diritto di godimento può portare a un diritto risarcitorio».
«Si tratta, a nostro giudizio, di una pronuncia molto importante, già applicata dalla corte d’appello in altre vertenze simili, perché prevede che su area demaniale, laddove venga leso un diritto di godimento, l’utenza ha la facoltà di chiedere e ottenere un risarcimento del danno».
«Su mandato di alcuni nostri clienti, stiamo studiando per capire se questo principio possa essere applicato anche al caso del porto di Imperia – proseguono – Ci sono delle differenze, ma stiamo cercando di approfondire quelle che invece sono le analogie. E riteniamo, da un primo approccio giuridico, che sia possibile. Fermo restando, ovviamente, che noi l’unica cosa che possiamo fare è studiare i principi, poi il compito di applicarli spetta ai tribunali».
A Imperia Marina di Imperia dopo l’avviso di sfratto ha proposto ai titolari di posto barca (che avevano sottoscritto una concessione cinquantennale, poi decaduta) prima di riacquistare gli ormeggi a prezzo scontato, poi a prezzo pieno e infine di affittarli.
Una eventuale pronuncia favorevole a un risarcimento, sino ad oggi sempre escluso nelle aule di giustizia, potrebbe cambiare ulteriormente la storia futura del porto di Imperia.
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